Scopri perché il caffè appena tostato conserva meglio aromi e profumi, quanto dura la freschezza e come conservarlo correttamente a casa.
Il profumo che si sprigiona aprendo una confezione di caffè è una delle prime sensazioni che anticipano il piacere della tazzina. Tuttavia, quell’aroma non rimane invariato nel tempo. Dopo la tostatura, il caffè attraversa infatti una fase di continua trasformazione: libera anidride carbonica, entra progressivamente in contatto con l’ossigeno e perde parte delle sostanze volatili responsabili dei suoi profumi.
Per questo si parla spesso di caffè appena tostato e di freschezza. Ma “appena tostato” non significa necessariamente che il caffè debba essere preparato immediatamente dopo essere uscito dalla tostatrice. Nei primi giorni, infatti, i chicchi rilasciano una quantità significativa di gas e possono aver bisogno di un breve periodo di assestamento prima di offrire un’estrazione equilibrata.
La freschezza del caffè non dipende quindi soltanto dal tempo trascorso dalla tostatura. Contano anche la varietà utilizzata, il profilo di tostatura, il formato del prodotto, la qualità del confezionamento e il modo in cui viene conservato dopo l’apertura.
In questa guida vedremo cosa accade realmente al chicco dopo la tostatura, perché il caffè perde progressivamente aroma, come riconoscere un prodotto non più fresco e quali accorgimenti adottare per conservarlo correttamente a casa.
In sintesi
- La tostatura sviluppa gran parte degli aromi che riconosciamo nel caffè.
- Dopo la tostatura, i chicchi iniziano a liberare anidride carbonica.
- Un caffè troppo recente può risultare ancora instabile durante l’estrazione.
- Con il passare del tempo, ossigeno, luce, calore e umidità riducono la freschezza aromatica.
- Il caffè in grani conserva generalmente le proprie caratteristiche più a lungo rispetto al macinato.
- Una confezione ben chiusa e conservata in un luogo fresco, asciutto e buio aiuta a rallentare il deterioramento.
Cosa significa davvero “caffè fresco”?
Quando si parla di caffè fresco, non ci si riferisce semplicemente a un prodotto ancora commestibile o non scaduto. Il concetto di freschezza riguarda soprattutto la capacità del caffè di conservare le proprie caratteristiche aromatiche e sensoriali.
Un caffè può essere perfettamente sicuro da consumare ma aver perso una parte importante dei profumi originari. In tazza potrebbe apparire meno intenso, più piatto, poco definito oppure caratterizzato prevalentemente da note amare e tostate.
La freschezza deve quindi essere valutata osservando diversi elementi:
- intensità e pulizia dell’aroma;
- riconoscibilità delle note aromatiche;
- dolcezza naturale;
- equilibrio tra acidità e amaro;
- corpo e persistenza;
- assenza di odori estranei o sensazioni di stantio.
Non esiste un unico momento perfetto valido per tutti i caffè. Una tostatura chiara, una tostatura più intensa, un caffè in grani e un prodotto già macinato possono evolvere in maniera differente. Anche il sistema di preparazione modifica il risultato.
Cosa accade durante la tostatura?
Il chicco verde possiede caratteristiche molto diverse rispetto al caffè che utilizziamo per preparare espresso, moka o filtro. È attraverso la tostatura che il calore innesca una serie di trasformazioni fisiche e chimiche responsabili del colore, del profumo e del gusto finale.
Durante questo processo il chicco:
- perde parte dell’umidità;
- aumenta di volume;
- cambia colore;
- diventa più fragile;
- sviluppa numerose sostanze aromatiche;
- produce e trattiene anidride carbonica.
Il risultato dipende dalla temperatura, dalla durata del processo e dal profilo scelto dalla torrefazione. Una tostatura più chiara tende a preservare maggiormente le caratteristiche dell’origine, mentre una tostatura più sviluppata può mettere in evidenza corpo, amarezza e note di cacao, spezie o frutta secca.
La tostatura non serve quindi soltanto a “cuocere” il chicco. È una fase decisiva attraverso la quale la materia prima acquista il profilo aromatico che ritroveremo nella tazzina.
Il degasaggio: perché il caffè libera anidride carbonica
Terminata la tostatura, il caffè non rimane immobile dal punto di vista fisico. Una parte dell’anidride carbonica prodotta durante il processo resta intrappolata nella struttura porosa del chicco e viene rilasciata gradualmente.
Questo fenomeno viene chiamato degasaggio. È particolarmente intenso nella fase iniziale e continua, con velocità progressivamente inferiore, durante la conservazione.
La quantità di gas trattenuta e la velocità con cui viene liberata possono cambiare in base a:
- specie e origine del caffè;
- struttura e densità del chicco;
- grado di tostatura;
- durata della tostatura;
- formato intero o macinato;
- temperatura di conservazione;
- caratteristiche della confezione.
La macinatura accelera sensibilmente il rilascio dei gas perché aumenta la superficie esposta all’aria. Per questo il caffè macinato evolve più rapidamente rispetto ai chicchi interi.
Lo sapevi che?
Le valvole presenti su molte confezioni di caffè permettono ai gas sviluppati dai chicchi di uscire senza lasciare entrare facilmente l’aria esterna. Non servono ad aggiungere aroma: aiutano a gestire il naturale degasaggio del prodotto dopo la tostatura.
Il caffè appena tostato è subito pronto da bere?
Uno degli errori più comuni consiste nel pensare che il caffè raggiunga la massima qualità nell’istante in cui termina la tostatura. In realtà, una quantità eccessiva di anidride carbonica può rendere l’estrazione meno stabile.
Nella preparazione dell’espresso, il gas può interferire con il passaggio dell’acqua e contribuire a una crema molto abbondante ma poco uniforme. Nei metodi filtro può generare una fioritura particolarmente intensa e rendere più difficile bagnare in modo omogeneo il caffè macinato.
Un breve periodo di riposo permette al prodotto di raggiungere un maggiore equilibrio. La durata di questa fase non è universale: dipende dalla tostatura, dalla miscela, dal confezionamento e dal metodo utilizzato per preparare la bevanda.
È quindi più corretto parlare di una finestra di freschezza piuttosto che di un singolo giorno perfetto. Il caffè attraversa una fase iniziale di assestamento, un periodo in cui esprime al meglio le proprie qualità e una successiva perdita graduale di vivacità aromatica.
Errore comune
“Più recente è la tostatura, migliore sarà sempre il caffè.” La freschezza è fondamentale, ma un prodotto utilizzato troppo presto può non essersi ancora stabilizzato. Il risultato migliore nasce dall’equilibrio tra degasaggio, conservazione ed estrazione.
Perché il caffè perde aroma nel tempo?
L’aroma del caffè è formato da numerose sostanze volatili. Si tratta di componenti che raggiungono facilmente il nostro olfatto ma che, proprio per la loro volatilità, possono disperdersi progressivamente dopo la tostatura e soprattutto dopo l’apertura della confezione.
Contemporaneamente, l’ossigeno può favorire processi di ossidazione che modificano alcune componenti aromatiche e lipidiche del chicco. Il profilo sensoriale diventa così meno vivo, meno definito e più monotono.
I principali fattori che accelerano la perdita di freschezza sono:
Aria
Ogni apertura della confezione rinnova la quantità di ossigeno a contatto con il prodotto. Lasciare il contenitore aperto o chiuderlo male accelera la perdita aromatica.
Luce
L’esposizione diretta alla luce può favorire il deterioramento. Per questo sono preferibili confezioni e contenitori opachi.
Calore
Temperature elevate aumentano la velocità delle trasformazioni chimiche. Il caffè non dovrebbe essere conservato vicino al forno, ai fornelli, al termosifone o sotto la luce diretta del sole.
Umidità
Il caffè tostato tende ad assorbire umidità e odori dall’ambiente. Un contenitore non adeguatamente chiuso può quindi alterarne profumo e gusto.
Tempo
Anche nelle condizioni migliori, l’evoluzione del caffè non si arresta completamente. Una conservazione corretta rallenta il processo, ma non può mantenere il prodotto identico per un periodo indefinito.
Caffè in grani o macinato: quale rimane fresco più a lungo?
Il caffè in grani conserva generalmente le proprie caratteristiche aromatiche più a lungo. La struttura integra del chicco limita infatti la superficie direttamente esposta all’aria.
Quando il caffè viene macinato, la superficie di contatto aumenta notevolmente. Il rilascio dei gas e la dispersione delle sostanze aromatiche diventano quindi più rapidi.
| Caratteristica | Caffè in grani | Caffè macinato |
|---|---|---|
| Superficie esposta | Più limitata | Molto maggiore |
| Perdita aromatica | Più graduale | Più rapida |
| Praticità | Richiede un macinacaffè | Subito pronto per l’uso |
| Controllo della macinatura | Regolabile in base al metodo | Definito al momento della produzione |
| Conservazione | Generalmente più favorevole | Richiede maggiore attenzione |
Quando possibile, macinare soltanto la quantità necessaria poco prima della preparazione consente di valorizzare meglio profumi e caratteristiche della miscela.
Il macinato rimane comunque una soluzione pratica e valida, soprattutto quando viene confezionato correttamente e consumato senza lasciare aperta la confezione per periodi eccessivamente lunghi.
Capsule e cialde proteggono la freschezza?
Capsule e cialde monodose presentano un vantaggio importante: ogni porzione rimane separata dalle altre fino al momento dell’utilizzo. Questo riduce le aperture ripetute dell’intera confezione e limita l’esposizione del caffè all’aria.
La protezione effettiva dipende però dal materiale, dalla chiusura e dal confezionamento. Una capsula o una cialda danneggiata, deformata o conservata in un ambiente molto caldo e umido può perdere parte delle proprie caratteristiche.
Capsule
Le capsule sono progettate per contenere una dose precisa di caffè macinato e proteggerla fino all’estrazione. La qualità in tazza dipende dalla miscela, dalla macinatura, dalla quantità di prodotto, dalla compatibilità con la macchina e dalla tenuta dell’involucro.
Cialde
Le cialde in carta sono spesso confezionate singolarmente o in atmosfera protettiva. Una volta aperto l’involucro, è consigliabile utilizzarle senza lasciarle esposte all’ambiente.
Confezioni multiporzione
Quando capsule o cialde non sono avvolte singolarmente, è importante richiudere correttamente la confezione esterna e conservarla lontano da fonti di calore e umidità.
Il sistema monodose non rende eterno il caffè, ma un confezionamento ben realizzato può rallentare la dispersione degli aromi fino al momento della preparazione.
Come riconoscere un caffè che ha perso freschezza
La perdita di freschezza non si manifesta sempre con un odore chiaramente sgradevole. Più spesso, il caffè diventa progressivamente meno espressivo.
Tra i segnali più comuni possiamo trovare:
- profumo debole appena aperta la confezione;
- aroma poco definito durante la preparazione;
- gusto piatto o monotono;
- riduzione della dolcezza naturale;
- prevalenza di note amare, secche o legnose;
- retrogusto breve e poco piacevole;
- presenza di odori assorbiti dall’ambiente;
- crema meno stabile nell’espresso, pur non essendo questo l’unico indicatore.
È importante distinguere la perdita di freschezza da un problema di estrazione. Un caffè può risultare amaro, acquoso o poco aromatico anche a causa di macinatura, temperatura, quantità d’acqua o pulizia della macchina non corrette.
Per valutare meglio il prodotto conviene quindi controllare sia la conservazione sia il metodo di preparazione.
Come conservare correttamente il caffè a casa
Una buona conservazione non richiede procedure complicate. L’obiettivo è limitare il più possibile il contatto con aria, luce, calore, umidità e odori estranei.
Richiudi bene la confezione
Dopo ogni utilizzo, elimina l’aria in eccesso quando possibile e chiudi accuratamente il sacchetto. Se la confezione dispone di una chiusura ermetica, utilizzala correttamente.
Utilizza un contenitore adeguato
Se trasferisci il caffè, scegli un contenitore pulito, asciutto, opaco e ben sigillato. Evita recipienti troppo grandi rispetto alla quantità conservata, perché lascerebbero molto spazio occupato dall’aria.
Scegli un luogo fresco e buio
Una dispensa lontana da forno, fornelli, finestre e fonti di vapore è generalmente più adatta rispetto a una mensola esposta alla luce.
Acquista quantità proporzionate al consumo
Una confezione molto grande può sembrare conveniente, ma rischia di rimanere aperta troppo a lungo. È preferibile scegliere formati compatibili con il proprio consumo abituale.
Macina soltanto ciò che serve
Nel caso del caffè in grani, macinare la dose immediatamente prima della preparazione limita la dispersione anticipata degli aromi.
Utilizza utensili asciutti e puliti
Il misurino non deve essere bagnato o contaminato da altri alimenti. Anche piccole quantità di umidità o residui possono compromettere la conservazione.
| Fattore | Effetto sul caffè | Accorgimento |
|---|---|---|
| Aria | Favorisce ossidazione e perdita aromatica | Chiudere bene confezione o contenitore |
| Luce | Può accelerare il deterioramento | Utilizzare confezioni opache e una dispensa buia |
| Calore | Aumenta la velocità delle trasformazioni | Tenere lontano da forno e fornelli |
| Umidità | Altera il prodotto e favorisce l’assorbimento di odori | Usare contenitori asciutti e ben chiusi |
| Tempo | Riduce gradualmente vivacità e profumo | Acquistare quantità adeguate al consumo |
Il consiglio dell’esperto
Non scegliere un contenitore soltanto in base all’estetica. Deve essere opaco, perfettamente asciutto, facile da richiudere e proporzionato alla quantità di caffè. Ogni volta che viene aperto, l’aria interna si rinnova: acquistare formati adatti alle proprie abitudini resta uno degli accorgimenti più efficaci.
È meglio conservare il caffè in frigorifero?
La conservazione quotidiana in frigorifero non è sempre la soluzione più semplice. Il caffè può assorbire umidità e odori presenti nell’ambiente, mentre i continui passaggi tra freddo e temperatura ambiente possono favorire la formazione di condensa.
Per una confezione utilizzata ogni giorno è generalmente preferibile un luogo fresco, asciutto e buio, con una temperatura il più possibile stabile.
La congelazione può essere presa in considerazione per periodi più lunghi, ma richiede alcune precauzioni:
- utilizzare confezioni realmente ermetiche;
- suddividere il caffè in piccole porzioni;
- evitare aperture ripetute dello stesso contenitore;
- proteggere il prodotto da umidità e odori;
- non ricongelare più volte la stessa porzione.
Per il normale consumo domestico, acquistare quantità più contenute e conservarle bene in dispensa rimane spesso la scelta più pratica.
La data di scadenza indica la freschezza?
La data riportata sulla confezione è importante, ma non descrive da sola lo stato aromatico del caffè. Freschezza e sicurezza alimentare non coincidono perfettamente.
La data di scadenza o il termine minimo di conservazione indicano fino a quando il produttore garantisce determinate caratteristiche nelle condizioni previste. Una volta aperta la confezione, però, aria, calore e modalità di utilizzo possono modificare più rapidamente il prodotto.
Quando disponibile, la data di tostatura offre un’informazione aggiuntiva sull’età del caffè. Deve comunque essere interpretata insieme a:
- tipo di confezione;
- presenza di una valvola;
- formato in grani o macinato;
- condizioni di conservazione;
- data di apertura;
- frequenza di utilizzo.
Non basta quindi cercare la confezione con la data più recente. È necessario considerare l’intera filiera e la capacità dell’imballaggio di proteggere il prodotto.
Freschezza e qualità sono la stessa cosa?
Un caffè fresco non è automaticamente un caffè di qualità elevata. La freschezza consente alla materia prima di esprimersi meglio, ma non può correggere difetti originari, una selezione scadente o una tostatura non equilibrata.
Allo stesso modo, un caffè di buona origine può perdere gran parte del proprio valore sensoriale se viene lasciato aperto o conservato male.
La qualità finale nasce dall’unione di più elementi:
- scelta e selezione dei chicchi;
- corretta lavorazione dopo il raccolto;
- profilo di tostatura adeguato;
- confezionamento protettivo;
- buona conservazione;
- preparazione ed estrazione corrette.
Per approfondire questi aspetti puoi leggere la guida su come riconoscere un caffè di qualità.
Anche la composizione della miscela influisce sull’aroma e sul corpo. Nella guida dedicata ad Arabica e Robusta trovi le principali differenze tra le due specie e alcuni consigli per scegliere in base ai tuoi gusti.
Gli errori da evitare nella conservazione del caffè
- Lasciare la confezione aperta. Il contatto continuo con l’aria accelera la dispersione aromatica.
- Conservare il caffè vicino ai fornelli. Calore e vapore creano condizioni poco favorevoli.
- Usare un contenitore trasparente esposto alla luce. È preferibile un recipiente opaco collocato in una dispensa.
- Utilizzare misurini umidi. L’acqua non deve entrare nella confezione.
- Mescolare prodotti vecchi e nuovi. Prima di riempire il contenitore, è meglio pulirlo e asciugarlo accuratamente.
- Acquistare quantità eccessive. Una confezione aperta per molti mesi perde progressivamente vivacità.
- Macinare tutti i chicchi in anticipo. La macinatura aumenta la superficie esposta e accelera l’evoluzione.
- Confondere una crema abbondante con freschezza assoluta. La crema dipende anche dalla miscela e dai parametri di estrazione.
- Ignorare la pulizia della macchina. Residui e oli ossidati possono alterare anche un caffè ben conservato.
Come valorizzare un caffè fresco durante la preparazione
Una corretta conservazione è soltanto il primo passo. Per apprezzare davvero la freschezza, è necessario prestare attenzione anche alla preparazione.
Utilizza acqua di buona qualità
Un’acqua con odori o sapori evidenti può coprire il profilo della miscela. Anche una composizione minerale non equilibrata può influenzare l’estrazione.
Pulisci regolarmente la macchina
Oli e residui di caffè si accumulano nei componenti e possono produrre note rancide o bruciate. La manutenzione deve seguire le indicazioni del produttore.
Controlla la macinatura
Una macinatura non adeguata può rendere il caffè acquoso, amaro o eccessivamente lento da estrarre. Nel caso dei chicchi, la regolazione deve essere adattata al metodo utilizzato.
Non lasciare l’acqua inutilmente nel serbatoio
Utilizzare acqua pulita e sostituirla regolarmente contribuisce a migliorare il risultato e a mantenere la macchina in condizioni più igieniche.
Assaggia prima di aggiungere zucchero
Degustare almeno il primo sorso senza zucchero permette di riconoscere aroma, dolcezza, acidità, corpo e retrogusto.
Una regola semplice
Un buon caffè deve essere protetto dalla tostatura fino alla tazzina. Materia prima, confezione, conservazione e preparazione fanno parte dello stesso percorso: trascurare uno di questi passaggi può ridurre la qualità percepita.
In conclusione: cosa ricordare
Il caffè appena tostato possiede un patrimonio aromatico particolarmente ricco, ma ha bisogno di tempo per liberare parte dell’anidride carbonica sviluppata durante la tostatura. Non sempre, quindi, deve essere preparato immediatamente.
Dopo la fase iniziale di assestamento, il prodotto attraversa una finestra nella quale aroma, corpo e gusto possono esprimersi in modo più equilibrato. Con il passare del tempo, l’esposizione a ossigeno, luce, calore e umidità provoca una progressiva perdita di freschezza.
Il caffè in grani tende a conservarsi meglio rispetto al macinato, mentre capsule e cialde possono offrire una buona protezione grazie al confezionamento in singole dosi. In tutti i casi, richiudere correttamente la confezione e scegliere un luogo fresco, asciutto e buio rappresenta la regola fondamentale.
Cosa ricordare
- La tostatura sviluppa gli aromi e produce anidride carbonica.
- Il degasaggio continua anche dopo il raffreddamento dei chicchi.
- Non esiste una finestra di consumo identica per ogni caffè.
- Il macinato perde freschezza più rapidamente rispetto ai chicchi interi.
- Aria, luce, calore e umidità sono i principali fattori da controllare.
- Una conservazione corretta rallenta, ma non arresta completamente, l’evoluzione del prodotto.
- Acquistare quantità proporzionate al consumo aiuta a preservare meglio l’aroma.
Domande frequenti sul caffè appena tostato
Il caffè appena tostato è subito pronto?
Non necessariamente. Dopo la tostatura, il caffè libera anidride carbonica e può aver bisogno di un breve periodo di assestamento. I tempi cambiano in base al chicco, alla tostatura, alla confezione e al metodo di preparazione.
Che cos’è il degasaggio del caffè?
È il rilascio graduale dei gas, soprattutto anidride carbonica, formatisi durante la tostatura e rimasti intrappolati nella struttura del chicco.
Perché il caffè perde aroma?
Le sostanze responsabili del profumo sono in parte volatili e si disperdono progressivamente. Il contatto con ossigeno, calore, luce e umidità accelera inoltre il deterioramento aromatico.
È meglio comprare il caffè in grani o macinato?
Il caffè in grani conserva generalmente più a lungo le proprie caratteristiche perché presenta una superficie esposta all’aria inferiore. Il macinato è più pratico, ma richiede una conservazione particolarmente attenta.
Come deve essere conservato il caffè?
In una confezione o in un contenitore ben chiuso, opaco e asciutto, collocato in un luogo fresco e lontano da luce diretta, fonti di calore, vapore e odori intensi.
Il caffè deve essere conservato in frigorifero?
Per il consumo quotidiano non è generalmente necessario. Il frigorifero può esporre il caffè a umidità, condensa e odori. Una dispensa fresca, asciutta e buia è spesso più pratica.
Si può congelare il caffè?
È possibile, soprattutto per conservarlo più a lungo, ma deve essere suddiviso in porzioni e protetto in confezioni realmente ermetiche. Sono da evitare aperture e ricongelamenti ripetuti.
La data di tostatura è più importante della scadenza?
Le due indicazioni hanno funzioni differenti. La data di tostatura aiuta a comprendere l’età del prodotto, mentre il termine minimo di conservazione riguarda il periodo indicato dal produttore. Devono essere valutati anche confezionamento e condizioni di conservazione.
Come capire se il caffè non è più fresco?
Può presentare un profumo debole, un gusto piatto, una minore dolcezza e un retrogusto breve o prevalentemente amaro. Prima di attribuire il problema al prodotto, è utile controllare anche macchina, acqua ed estrazione.
Le capsule mantengono il caffè fresco?
Il confezionamento monodose limita l’esposizione all’aria fino al momento dell’utilizzo. La protezione dipende comunque dalla qualità e dall’integrità della capsula, dalla chiusura e dalle condizioni in cui viene conservata.
Scegli il caffè più adatto alle tue abitudini
In grani, macinato, in capsule o in cialde: ogni sistema richiede la miscela e la conservazione più adatte. Scopri le proposte disponibili e confronta i diversi profili di gusto.
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